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CULTURA E ARTI TRADIZIONALI

Affascinano l’occidente sin da quando Marco Polo ne aveva sentito parlare, anche senza esserci mai arrivato (cosa si e’ perso!!). Sono strettamente imparentate (come e’ naturale che sia) con le vicine culture dell’estremo oriente, soprattutto con la Corea, derivate in gran parte dalla Cina, con influenze cosi’ diverse come quelle arrivate dal subcontinente indiano, eppure si sono in Giappone evolute con una raffinatezza che raggiunge perfezioni impensabili in qualsiasi altra cultura. In Giappone ogni gesto, ogni posizione, ogni suono assumono significati profondi che esprimono valori e ideali, oltre a far trasudare le centinaia di anni di ricerca per raggiungere tale perfezione; che si parli di calligrafia, di go, di bonsai o kimono, tutte queste arti sono accomunate dalla ricerca della perfezione, e dall’essere espressione materiale di vere e proprie filosofie influenzate da buddhismo e shintoismo, da credenze popolari e fatti storici, e molto altro ancora.
Altra caratteristica e’ il fatto che si incontrano su piu’ piani e diventano ad un punto inscindibili: esempio perfetto ne e’ la cerimonia del te’, sintesi massima di tutte le arti tradizionali mai esistite in Giappone.
Come fruire di queste arti cosi’ complesse? Il bello e’ che ci sono diversi piani di lettura: posso ammirare un bel bonsai senza sapere di tutto il lavoro che c’e’ dietro, e capire perfettamente che si tratta di qualcosa di diverso dall’allberello in vendita a 5 euro al supermercato, ed apprezzarne la bellezza pura. Ma se mi affascina e invoglia ad approfondire, posso leggere centinaia di volumi sulla storia di quest’arte, sull’importanza dei materiali usati per i contenitori, sulla filosofia del vuoto nel bonsai, ed arrivare ad una migliore comprensione dello stesso come forma d’arte. Non contento, posso anche iscrivermi ad un corso, e passare al lato pratico: uno dei lati positivi della globalizzazione e’ proprio che un giapponese possa diventare pizzaiolo e un italiano bonsaista!

PAGINE CULTURALI: NOTE SULL’USO

Le pagine che seguono sono un compendio di informazioni sul Giappone, sui contributi culturali e artistici che ha dato al mondo e su quelli che ancora sta dando.
Abbiamo cercato di dividere il corposo materiale a disposizioni in varie aree, per facilitarne la fruizione. A volte le divisioni sono arbitrarie: certi gruppi artistici sono tanto musicali quanto teatrali... in questo caso, ad esempio, se il gruppo porta avanti le proprie performance in teatri, viene considerata arte visiva, mentre se si esibisce prevalentemente in club o stadi, sara’ catalogato sotto la sezione musicale.
Altra divisione e’ tra arti tradizionali e moderne: mentre siamo tutti d’accordo che il J-pop e’ moderno mentre un disco di shakuhachi o taiko sono tradizionali, come definire musicisti che suonano lo shamisen elettrico, alternando magari pezzi medioevali a cover dei Beatles? Su questo siamo andati un po’ ad istinto, cercando di situarli dove meno stonerebbero a fianco dei colleghi di sezione.

per i nomi giapponesi si tengano presente le seguenti regole:
- nei nomi di persona giapponese il cognome precede il nome
- i gruppi musicali, romanzi, film, che hanno nel nome l’articolo inglese THE sono elencati secondo la prima parola del nome del gruppo, senza il THE
- altri articoli (es. LE francese DAS tedesco) vengono considerati parte del nome

Gli articoli sono scritti da:

Peter Hoflich se scritti in colore nero (traduzioni di Silvio Franceschinelli)

Silvio Franceschinelli se scritti in colore blu scuro
In caso di autori o traduttori diversi, saranno menzionati i nomi dopo la recensione/biografia.
Troverete tutti gli autori nella sezione “Collaboratori”.
Tutte le traduzioni sono state eseguite da http://www.translation-service.it