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Avete voglia di coltivare un Bonsai?

Il bonsai fa parte della cultura tradizionale giapponese ed è famoso in tutto il mondo.

Molte specie di alberi vengono cresciuti come bonsai in Giappone: alcuni dei bonsai più famosi sono conifere sempreverdi come, in particolare, il pino e il cedro giapponese. Queste specie sono popolari perchè sono perenni e sviluppano un loro carattere distintivo. Gli alberi decidui a foglia larga come la zelkova e l’acero giapponese sono ammirati per i loro cambiamenti stagionali che vanno dai turgidi boccioli alle foglie mature e ancora dai colori autunnali ai rami spogli.I ciliegi, i meli ed altri alberi da frutto sono ammirati per i loro fiori e frutti.
Negli ultimi anni, alberi a parte, molte piante selvagge sono diventate popolari come bonsai spin-off facili da coltivare. In altre parti del mondo gli appassionati tendono a scegliere specie di alberi che crescono nel loro habitat climatico naturale.

Per coltivare un bonsai ci vogliono molti anni nonchè una conoscenza specifica della materia, ma la maggior parte dei giapponesi, anche giovani, ormai si accosta alla crescente tendenza del cimentarsi in quest’arte tentando la via più semplice.

Coltivare un bonsai è un passatempo orticolturale molto particolare che si sviluppò in Giappone e che viene definito da alcuni una vera e propria arte.

Un albero di bonsai nasce dal seme di una pianta selvatica; esso viene poi manipolato per farlo diventare una miniatura che possa essere ancora più bella di quello che sarebbe stata in natura.

Per secoli i giapponesi hanno vissuto in un ambiente naturale molto fertile, sviluppando così un forte apprezzamento per il fenomeno del cambiamento delle stagioni e il fatto quindi di coltivare un bonsai era un modo per fruire di una scena appartenente ad un ambiente all’aria aperta. Un bonsai è molto più di un semplice accenno di vegetazione che viene coltivato per i suoi bei fiori e rami.

Non sappiamo quando sia stato cresciuto il primo bonsai in Giappone, ma una pergamena appartenente al quattordicesimo secolo rappresenta delle persone che stanno ammirando una pianta in un vaso che assomiglia molto ad un bonsai. A quei tempi piantare degli alberi nei vasi era un passatempo per aristocratici, il clero buddista e i nobili samurai.

Tuttavia, già verso i primi del 1700, molte persone ad Edo (oggi Tokyo), piantavano nei vasi alberi e vegetazione varia, ma fu solo attorno alla fine del 1800 che la gente iniziò a convertire alberi nani in capolavori artistici.

Presto gli appassionati iniziarono ad organizzare grandi mostre di bonsai e ad innovarne le tecniche di coltivazione. Oggigiorno, i bonsai fanno parte della tradizione culturale ed artistica giapponese che scaturisce dall’amore per l’ambiente naturale e la vegetazione selvaggia. Essi vantano inoltre un largo seguito anche all’estero e le maggiori mostre vengono tenute in numerosi paesi quali gli Stati Uniti e Taiwan.

In Giappone un tempo si era soliti pensare che il bonsai fosse un albero nano coltivato solo da persone anziane o da pensionati che potevano passare anni, persino decenni, a crescerlo per trasformarlo in un oggetto di valore duraturo.

Recentemente però questo hobby si è trasformato e molti giovani coltivano dei piccoli bonsai facili da mantenere, che magari non diventeranno mai alberi in miniatura di estremo valore, ma che risultano comunque molto gradevoli se usati per la decorazione di camere da letto o salotti (diventando cosi’ uno i piaceri della vita quotidiana).

Alcuni nuovi tipi di bonsai sono più facili da mantenere, il che da loro una certa popolarità, ma si deve comunque avere un certo livello di conoscenza per prendersene cura e farne diventare un’opera artistica.

In natura gli alberi prendono forma in modo spontaneo, secondo il loro bagaglio genetico e l’ambiente circostante. Nel bonsai l’idea è proprio quella di modellarlo come se sembrasse cresciuto in natura.

Per esempio si potrebbe crescere un bonsai di cedro giapponese o di zelkova dritto con le radici spesse e un tronco di forma conica.

D’altro canto, un albero di pino o di cachi risulta più pregevole se fatto crescere ad angolo come se fosse stato deviato dal vento o forzato in questa posizione da qualche oggetto che era presente vicino alla sua base.

Il fascino della cosa per molti bonsaisti è proprio modellare il bonsai come se fosse cresciuto in natura, eccezione fatta per la sua dimensione.

Coltivare un bonsai implica diversi passaggi e numerose tecniche. Si dovranno potare i rami che non abbiano uno scopo specifico per cercare di giungere ad un certo equilibrio.

Si dovrà avvolgere il tronco e i suoi rami con un fil di ferro per cambiarne la direzione o per eliminarne delle pieghe innaturali. Ogni sforzo per modellare l’albero sfrutta la naturale abilità dell’albero di crescere.

Periodicamente, si dovrà cambiare il terreno, tagliare le radici vecchie e trapiantare l’albero per revitalizzarlo.

Non c’è bisogno di pensare al bonsai come a qualcosa di terribilmente complicato: basta scegliere la varietà preferita ed iniziare a farla crescere con il proprio stile.