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Nota Introduttiva

La MUSICA GIAPPONESE e’ ottima! In confronto al paese da cui vengo, l’offerta musicale in Giappone e’ cosi’ sbalorditiva e variegata da confondere un po’ chi vi si addentra. Esiste un tipo di musica unicamente Giapponese, molto tradizionale, suonata su strumenti medioevali di stile cinese e giapponese. Musica folk, musica da sagre e feste paesane, di origine contadina, molto altro ancora e’ a disposizione, e da questa una miriade di possibilita’ musicali si espande senza fine...
Per il moderno gusto occidentale, c’e’ molto di piu’ di questo a disposizione. Qualsiasi tendenza musicale mai esistita (ska, reggae, beat, salsa, jazz, fusion, heavy metal, cantautori, '80s boy bands, the Carpenters, etc.) e’ amorevolmente tenuta in vita in Giappone da maniaci e specialisti nei rispettivi club specializzati. Tutti i grandi gruppi occidentali sono conosciuti ed amati in Giappone, ma questo e’ solo l’inizio del nostro volo: il Giappone ha la propria versione di tutto quello che l’occidente abbia mai inventato, e molto di piu’: boy bands che rivaleggiano con i Backstreet Boys, girl bands che competono con le Spice Girls, dive pop come Madonna, super produttori al livello di Daniel Lanois, rapper come LL Cool J, e chissa’ cos’altro. Mi piacciono tutti i tipi di musica giapponese, che va da quella commerciale a quella completamente non convenzionale. Tra i tipi di musica piu’ popolare che si trovano in Giappone trovo quella di Okinawa particolarmente avvincente. Ha un bel suono ed energia difficilmente eguagliabile, uniti ad un cantato affascinante ed un ritmo ipnotico. La musica pop giapponese ha gran quantita’ di immondizia di successo, come qualsiasi altro paese, ma pop non significa necessariamente superficiale e ci sono un sacco di gruppi giapponesi che hanno guadagnato il mio rispetto attraverso grandi canzoni, tra i quali Spitz , Southern All-Stars, Yuming, Okuda Tamio and Puffy (un duo femminile che non ha niente a che fare con Puff Daddy ), Elephant Kashimashi, Shonen Knife e molti altri. La musica che piu’ mi coinvolge, tuttavia, e’ musica che molti altri cosiderano rumorosa e caustica. In un contesto occidentale questo corrisponderebbe a Ramones, Mekons, Nick Cave and the Bad Seeds, Suicidal Tendencies e decine di altri, ma dato che vivo qua sto cercando di scoprire i loro equivalenti giapponesi. Abito vicino ad Osaka, in Giappone. La scena underground di Osaka ha una buona reputazione per essere sperimentale e rumorosa, in contrasto con quella di Tokyo che sembra essere piu’ incentrata sulle grosse etichette e sulla techno, anche se in realta’ entrambe le citta’ offrono una gran varieta’ di stili.
NdT: descrivere la musica e’ sempre un’impresa... fortunatamente oggi internet rende tutto disponibile al click di un tasto del vostro computer, per cui se un gruppo vi incuriosisce vi invitiamo a cercarne i video o i pezzi in concerto su youtube, e magari i dischi interi su siti che li mettono in vendita! Da parte nostra vi terremo sempre aggiornati su eventuali date italiane di questi gruppi o cantanti, per cui andate a vedere la nostra pagina Attivita’ almeno una volta al mese!

La Scena Underground


In Giappone la scena musicale underground e’ principalmente incentrata a Osaka e Tokyo (le New York e Los Angeles del Giappone) sebbene ogni grande citta’ abbia i propri gruppi, naturalmente. La musica di Tokyo ha la reputazione di essere piu’ orientata verso la techno, il dub o dance e trance, mentre i musicisti di Osaka tendono ad essere piu’ hardcore e noise, sebbene ci siano molte eccezioni a questa “regola” generale. Ho vissuto ad Osaka per vari anni e conosco molti gruppi locali, ma ho anche conosciuto grandi gruppi di Tokyo come Melt Banana (Ndt: suonano spesso in Italia) Gaji, the Surfers of Romantica, Guitar Wolf, e altri.
La scena musicale di Osaka e’ principalmente centrata su un pugno di club dove suonano regolarmente gruppi validi, sebbene i migliori concerti siano ospitati dal Bears e dal Fandango. Infiniti gruppi leggendari suonano in questi due club, e nuove tendenze continuano ad apparire. Gruppi che facevano pena qualche anno prima ci riprovano dopo un sacco di esercizio ed e’ un piacere scoprire che sono diventatici fantastici ! Passeggiate un po’ in centro ad Osaka e vi sembrera’ che tutti portino una chitarra, andando o tornando dalle prove. I giapponesi in particolare sembrano essere influenzati da qualsiasi tipo di musica esistente, cosi’ e’ possibile avere nello stesso gruppo fans dei KISS, del rock progressivo, del rap e del metal! Alcuni gruppi sono influenzati da musica cosi’ sconosciuta che dovreste essere musicologi per capirla, ma questo e’ un fattore secondario perche’ la buona musica abbonda in Giappone!
Anche le cover band sono una sorta di specialita’ giapponese. Kween esegue cover dei Queen, e ci sono cover band per i Clash, i Damned, i Beatles, perfino i Bay City Rollers! Yoshimi dei Boredoms ha suonato in una cover band dei Black Sabbath chiamata Pink Sabbath!! I componenti erano tutti vestiti di rosa e suonavano versioni dolci dei classici dei Black Sabbath. Molti gruppi sono divertenti e ironici, anche se ho notato che molti prendono motlo sul serio le proprie canzoni e raramente eseguono cover dal vivo. Questo potrebbe essere a causa del fatto che i concerti sono spesso corti – 20 euro puo’ essere un po’ tanto per vedere gruppi underground, ma in genere a questo prezzo potrete vedere 4 o 5 gruppi per sera, quasi sempre con un suono super professionale.

J-POP

La musica J-pop esiste… in questa categoria ci sono cose orribili, come la musica pop sa offrire ovunque, ma ci sono un sacco di grandi gruppi e musicisti che non hanno equivalenti o eguali in occidente. "J-pop" e’ un termine usato dai mass media giapponesi per descrivere i gruppi pop delle grandi case discografiche, e come tale la varieta’ e’ molto ampia, comprendendo cantautori, cantanti, trii, gruppi pop, rock, rap, boy bands, dance e techno, heavy metal e cosi’ via.  Per i miei gusti,  Puffy e’ il gruppo migliore fra questi – due ragazze carine e robotiche con capelli voluminosi che sembrano gemelle e cantano sia assieme che da sole. Il loro abile produttore Okuda Tamio (che e’ anche un bravo cantante, cantautore e rocker) ha rimpolpato le loro canzonette accattivanti con uno stile Beatlesiano e schitarrate alla Who che entrano ed escono dalle canzoni. In questo possono essere simili agli Oasis, ma il progetto Puffy ha anche molta piu’ capacita’ di umorismo. Le si trova ovunque nei mass media, in telefilm come nelle pubblicita’.
Spitz e’ un gruppo pop di chitarre di minimo interesse quanto qualsiasi altro gruppo pop chitarristico giapponese. Buone canzoni li piazzano un gradino sopra molti dei loro colleghi, come anche la voce bizzarramente accattivante del loro cantante – accattivante come puo’ esserlo Neil Young, di cui spesso mi chiedo “ha una voce terribile, come e’ possibile che mi piaccia cosi’ tanto?”.
Qualcosa di simile puo’ essere detto di Elephant Kashimashi, un gruppo che scrive grandi canzoni pop, anche se leggermente piu’ oltre i limiti degli Spitz, dovuto al fatto che il loro iper-attivo cantante e’ probabilmente completamente fuori di testa. Thee Michelle Gun Elephant si stanno facendo conoscere anche all’estero per il loro rock molto noise, simile per certi versi ai molto migliori Guitar Wolf, rockettari lunatici, rumorosi e cattivi, vestiti in pelle.
I Guitar Wolf attaccano il mondo con il loro rock selvaggio, e regalano anche cover di grandi canzoni come Slow Down dei Beatles e Satisfaction degli Stones. Andate a guardarvi Wild Zero, un film rock che parla di tre stupidi zombie!
Yentown Band e’ un super-gruppo guidato da Chara, riunito per una volta per la colonna sonora del film Swallowtail Butterfly, dove Chara ha una parte. Chara e’ una regina della musica disco che canta come se singhiozzasse, e singhiozza come se cantasse. I suoi lavori da sola non sono tanto interessanti, ma Yentown Band e’ un frammento di pura magia con varie canzoni notevoli e una versione di “My Way” molto molto bella.
Shiina Ringo e Utada Hikaru sono entrambe giovani cantanti che hanno veramente un sacco di talento nello scrivere e cantare canzoni. Shiina Ringo (”Ringo” come "mela” in giapponese e non come in Ringo Starr) suona come una Alanis Morrisette giapponese (ma molto molto meglio), mentre Utada Hikaru e’ un po’ piu’ influenzata dalla dance e dal rhythm and blues, ed e’ difficile non innamorarsi delle loro incredibili canzoni, che si sentono ovunque in Giappone da vari anni, il che e’ una buona cosa.
Yura Yura Teikoku sono rockettari spaziali che scrivono grandi canzoni e si avventurano in lunghe schitarrate improvvisate (NdT vedete la nostra recensione del loro concerto al Far East Film Festival 2009 sulla nostra pagina delle attivita’!!). Gli High-Lows sono punk-rockers che sanno conquistarsi la simpatia del pubblico e un tempo si chiamavano Blue Hearts.
Hi-Standard sono un manipolo di saggi punk che suonano come se venissero dalla costa ovest degli Stati Uniti. Eseguono scaltre versioni di canzoni come “California Dreamin’” e del tema della Pantera Rosa.
Okuda Tamio, precedentemente citato come produttore di Puffy, ha vari album propri sul mercato, giocose canzoni ben fatte, ritmi rock e ballate con senso dell’umorismo. Presenta come cover hit degli anni 70 come “Sonny” e la canzone di Lupin III°, e ne fa capolavori.
Shonen Knife e’ un trio femminile (diventato un duo dal presente secolo) che canta canzoni carine che parlano di cibo e giocattoli, tra le altre cose. Sono abbastanza conosciute all’estero, ironicamente piu’ che nella loro citta’ natale di Osaka, dove da oltre due decenni hanno uno status underground. (NdT: una loro canzonetta, “My Favourite Town Osaka”, e’ una delle preferite di Silvio e Yoshie!!).
R.C. Succession e the Timers sono incarnazioni del leggendario Imawano Kiyoshiro, che ha intrapreso una carriera solista e suona a volte in piccoli club.  Con gli R.C. Succession, ha avuto un certo successo negli anni 70 e 80, ma e’ il progetto Timers che ha conquistato molti cuori. "Timer" in giapponese significa "timer," ma ha anche la stessa pronuncia della parola giapponese per “cannabis”, da cui gli scherzi vari e la ragione per cui la cover "Hey Hey We're the Monkees" (diventata "Hey Hey we're the Timers") contiene cosi’ tanti riferimenti all’erba. I Southern All-Stars sono un vecchio mostro rock che ha scritto la colonna sonora di una generazione e produce ancora hit di successo, e a nessuno sembra interessare quanto vecchi siano ormai.
Matsutoya Yuming e’ la spaziale popstar che con una voce comica produce album anno dopo anno, tutti ricolmi di buona musica. Potrebbe essere avvicinata a Kate Bush, ma sfoggia una carriera piu’ lunga e piu' interessante.
Detto questo, dovrei almeno parlare un po’ di certa musica terribile che il Giappone offre: (NdT: da qui in poi il traduttore dissente, in quanto vari dei seguenti gruppi mi piacciono!!) gruppi glam come X-Japan (che non trovo niente male) e Kuro Yume (che mi piacciono un sacco!!) e simili che tengono viva la tradizione dei Kiss, rockettari imbronciati gotici o luccicanti come Glay e Luna Sea, ma anche popstar truccate e in completo costume arlecchinesco con nomi in francese pretenziosi come Lachryma Cristi, Malice Mizer, Baiser, ecc.
Gruppi di adolescenti da Okinawa come Max e Speed (ormai sciolte) e l’iconica Amuro Namie tengono gli impiegati giapponesi (salarymen) felici con le loro canzonette noiose (che occasionalmente includono righe in inglese senza senso) e super dance, mentre boy-bands come Smap, Tokio e Da Pump fanno la stessa cosa per donne di tutte le eta’ (e salarymen gay).
Ultimi in questa lista ma solo per caso, i cantanti/danzanti/recitanti/merchandisizzanti Kinki Kids, il cui nome potrebbe ingannare chi parla inglese ma non giapponese: “Kinki” e’ la regione del Giappone in cui si trova Osaka. conosciuta per i suoi divertenti dialetti. Probabilmente non dovrei essere cosi’ duro, c’e’ di sicuro qualcosa di buono in tutti i gruppi su cui ho appena sputato sentenze (per esempio mi e’ stato detto da chi ne ha la competenza che i membri degli SMAP sono davvero divertenti e dotati come personaggi televisivi) ma nella maggior parte dei casi non sono riuscito a trovare queste qualita’ nascoste.

Visual Kei

Questo movimento, attivo da molti anni in Giappone, sta cominciando a riscuotere un discreto successo in Europa e Stati Uniti, anche grazie a band europee come i Tokyo Hotel che ad esso si ispirano. Traducibile come “sistema visivo”, e’ uno stile tipicamente nipponico caratterizzato da ragazzi androgini con costumi appariscenti e capelli colorati, spesso cotonati o sparati verso l’alto. Hanno uno stile musicale collocabile da qualche parte tra il pop e il punk con testi spesso gotici, raramente allegri e a volte con argomenti orrorifici o addirittura disgustosi, in genere onirico-poetici. Le prime influenze derivavano da gruppi occidentali quali Kiss, David Bowie, Cure, e il genere si e’ affermato in Giappone grazie a X-Japan e Dir en Grey, che pero' ne sono usciti per dedicarsi ad un metal più classico per i primi e piu' sperimentale per i secondi. Il visual kei rimane pero' sulla breccia dell'onda con le nuove leve, tra cui Golden Bomber, Versailles, e molti altri.

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