Office Ladies
"Office ladies" (OL) è il termine con cui vengono comunemente indicate le donne che lavorano presso le aziende giapponesi.
A partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, anche le donne iniziarono a venire impiegate nei lavori d'ufficio. Erano chiamate col nome di "Business Girls" (BG), ma dagli anni Sessanta esso venne cambiato a causa del problema del medesimo diminutivo che portava a confondere le lavoratrici con le cosiddette "Bar Girls" (BG), le accompagnatrici dei locali. Il cambiamento si ebbe attraverso un concorso indetto dalla rivista "Josei Jishin", la quale scelse tra le diverse proposte quello che ancora oggi viene usato.
Dagli anni Ottanta, la figura della OL divenne assai diffusa come la tipica mansione femminile all'interno delle aziende. Questo ruolo comportava incarichi di minimo rilievo tra cui fotocopie, rapporto con il pubblico, ruoli di segretaria. Tra questi, ciò che maggiormente si distanziava dalla vera e propria sfera lavorativa, era il cosiddetto "o-chakumi": consisteva nel preparare e versare thè o caffè a clienti, ospiti o agli stessi colleghi e superiori. Si poteva considerare come le OL svolgessero le loro mansioni non tanto per il bene dell'azienda, quanto per quello dei suoi lavoratori maschi: per questo erano anche dette "Office Flowers", dimostrando come il loro ruolo fosse limitato a rendere la vita dell'azienda piacevole e senza un autentico contributo al suo sviluppo. Pur partendo dal medesimo livello, le prospettive di carriera maschili e femminili all'interno erano assai differenti. Mentre gli uomini potevano contare su una progressione basata sull'anzianità e assai veloce da ottenersi, le donne invece sarebbero rimaste OL fino al momento di lasciare l'azienda. Per questo motivo non era possibile far rientrare il concetto di OL tra quelli designanti le cosiddette "career woman".
La maggior parte delle OL erano ragazze appena laureate che ancora vivevano con i genitori e dunque non avevano problemi di vitto e alloggio. Inoltre nonostante le mansioni delle OL non fossero qualificate, la paga percepita era piuttosto alta: senza problemi di spese per la propria sussistenza, questi soldi andavano usati nell'acquisto di borse, consmetica e simili. Le OL erano perciò considerate le principali consumatrici all'interno del mercato di beni di lusso: questi oggetti erano l'unico mezzo per poter esprimere la loro personalità, dato che avevano l'obbligo secondo le regole aziendali di indossare una divisa composta di giacca, gonna e camicia.
In genere, le OL lasciavano il posto di lavoro dopo circa cinque anni dal loro ingresso. Non essendoci possibilità di carriera, preferivano scegliere di sposarsi con un collega o qualcuno conosciuto a feste o "goukon": questo genere di lavoratori erano considerati "kotobuki taisha", cioè dipendenti che decidevano di lasciare il lavoro per seguire la propria felicità. Nel caso delle OL, il licenziamento volontario implicava la possibilità di poter davvero usare il proprio tempo da dedicare a quanto le interessasse e riprendere possesso della propria vita. Essendo spesso il marito impegnato nel lavoro, era difatti la donna a diventare il vero sostegno della famiglia anche se totalmente dipendente dall'uomo dal punto di vista economico.
L'attuale condizione sia di vita che lavorativa delle OL non è molto cambiata rispetto al passato, tuttavia sia nelle aziende che nella società sono avvenuti dei cambiamenti recenti che hanno comportato a un ripensamento della figura femminile nel suo insieme. Lo scoppio della bolla economica negli anni Novanta, l'introduzione della "Legge sulle pari opportunità di impiego maschile e femminile" (1972 e poi modificata nel 1999) a cui poi si è unita la concezione di una nuova donna che considera il lavoro come parte integrante della propria vita. Inoltre nelle aziende si stanno avviando diversi programmi volti alla riqualifica del personale, tra cui compaiono anche le OL e le loro mansioni: questo potrebbe portare a un loro ruolo più decisamente attivo nella vita e nel progresso dell'azienda stessa.
In futuro, le OL potranno forse avere la possibilità di poter svolgere un lavoro che veramente possa dimostrare le loro capacità e conoscenze, andando oltre lo stereotipo che le ha accompagnate fino al giorno d'oggi.
Valeria Rossini |