Benvenuti nel blog delle Olimpiadi di Tokyo 2020!
Le Olimpiadi slittano al 2021!

Alla fine anche Shinzo Abe ha dovuto capitolare: durante una telefonata con Thomas Bach, presidente del CIO (Comitato Olimpico Internazionale), ha annunciato la volontà del suo governo di posticipare i Giochi della XXXII Olimpiade all'estate del prossimo anno. Anche il CIO, dopo aver resistito fino all'ultimo, ha convenuto che, per preservare la salute del pubblico e degli atleti, il rinvio è la soluzione più logica.

Quindi, le Olimpiadi che si sarebbero dovute inaugurare il prossimo 24 luglio verranno spostate all'estate del 2021 quando, si spera, l'epidemia sarà ormai solo un brutto ricordo. Di fronte alla virulenza di questa epidemia, spostare i giochi era una scelta che, con il passare dei giorni, è diventata sempre più probabile fino a diventare inevitabile di fronte alla crescente pressione da parte di tecnici, atleti, media ed opinione pubblica. 

Solo fino a poche settimane fa c'era, da parte del JOC (Comitato Olimpico Giapponese) e del governo, un granitico rifiuto a prendere in considerazione l'ipotesi di un rinvio. Poi, prima sottovoce e poi sempre più convinte, sono cominciate a circolare voci su possibili dubbi da parte di ministri e membri del comitato organizzatore. Solo Abe era fermo nel confermare il regolare svolgimento delle Olimpiadi; poi, anche in lui si è infilato qualche dubbio e, alla fine, ha dovuto cedere all'inevitabile anche perchè, di fronte alla già decisa rinuncia, di alcune federazioni, a mandare i propri atleti, le Olimpiadi rischiavano un colossale flop.
 
Il Giappone non è mai stato molto fortunato quando si è trattato di dover organizzare le Olimpiadi: a parte l'indubbio successo dei Giochi del 1964, questa è la seconda volta che ha dovuto rinunciare ad organizzare Olimpiadi che il CIO le aveva assegnato.
Nel 1940, a dire il vero, era andata anche peggio. Nel 1935 il CIO assegnò al Giappone l'organizzazione sia dei Giochi Estivi, a Tokyo, sia dei Giochi Invernali, a Sapporo. Nell'ottobre del 1937 scoppiò la guerra contro la Cina, un conflitto che il Giappone sperava di concludere in fretta, ma il protrarsi delle ostilità costrinse il Paese a concentrarsi sullo sforzo bellico: non era il momento di dedicarsi ad altro. Il 16 luglio del 1938 Tokyo inviò al CIO un telegramma in cui comunicò la rinuncia ad organizzare le due manifestazioni.
 
Adesso, nel 2020, si tratta solo di spostare la manifestazione all'estate del 2021. Cancellare un evento di tale portata, non può non essere indolore. Probabilmente ci saranno da pagare pesanti penali a sponsor e mezzi di comunicazione per il mancato svolgimento delle Olimpiadi durante quest'anno. 
Il Giappone aveva puntato molto su questo evento e il rinvio lo costringerà a rivedere i piani per lo sviluppo industriale, tecnologico e turistico del Paese. Per Shinzo Abe, queste Olimpiadi dovevano rappresentare la ciliegina della sua lunga carriera come Primo Ministro; una ciliegina che, magari, gli avrebbe permesso di raggiungere, in extremis, il sogno della sua vita politica: la modifica dell'articolo 9 della Costituzione.
Di fronte a questa epidemia, comunque, non c'è nessuna considerazione da fare: è indispensabile adesso dedicare tutti gli sforzi alla lotta contro questo virus; una volta raggiunta la vittoria, che prima o poi sicuramente arriverà, si potrà tornare alla normalità e all'organizzazione di una Olimpiade che, a questo punto, finirà con l'essere una gioiosa festa di sport e di fratellanza dopo la sconfitta del temibile nemico.
Un cambiamento di piani inaspettato, visto che solo pochi giorni fa i comunicati ufficiali parlavano di certezza dei Giochi Olimpici a Tokyo nel 2021.
 
In fin dei conti, il rinvio delle Olimpiadi può anche non essere una cosa totalmente negativa, anzi. Nell'organizzare questo evento, il Giappone è andato incontro a problemi difficili da risolvere come, ad esempio. il prevedibile caos dei trasporti nei giorni di svolgimento dei Giochi; c'è poi il cronico e annoso problema della centrale nucleare di Fukushima, Un rinvio significa avere a disposizione altri dodici mesi per trovare una soluzione a questi problemi. Inoltre, nell'estate del 2021, in vari campi (tecnologia e robootica, in primis) il progresso avrà fatto altri passi in avanti e chissà quali merarviglie ci faranno vedere i giapponesi in quelle giornate di festa dell'estate del 2021.

Articolo di Cristiano Suriani. Gruppo Facebook TuttoGiappone E-mail: Cristiano Suriani <parsifal66@gmail.com>


Olimpiadi 2020 a rischio

Man mano che passano i giorni, la possibilità che i Giochi Olimpici vengano rinviati si fa sempre più concreta.

Non solo le federazioni nazionali cominciano a chiedere il rinvio, ma nello stesso governo di Tokyo e nel Comitato Olimpico Giapponese (JOC) aumentano le voci di chi inizia ad avere qualche dubbio.  Kaori Yamaguchi, campionessa di Judo e membro del JOC, ad esempio, si è detta favorevole allo spostamento delle Olimpiadi. Il mese di Aprile sarà decisivo per le sorti dei Giochi:  una decisione verrà sicuramente presa.

Si potrebbe spostarle in autunno, ma la cosa sembra poco probabile: non si sa ancora quanto potrà durare questa epidemia e poi in autunno l'attenzione degli sportivi sarà centrata sull'inizio delle attività agonistiche nei rispettivi Paesi. La soluzione più probabile, e conveniente, sarebbe quella di spostare i Giochi all'estate 2021.

Chi resiste, tenacemente, all'idea di svolgere regolarmente le Olimpiadi, è Shinzo Abe, ma, nel caso di una richiesta ufficiale da parte del Comitato Olimpico Internazionale o da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, anche lui dovrà capitolare. Il successo delle Olimpiadi avrebbe potuto portare lustro alla figura di Abe che, magari, avrebbe poi avuto gioco facile nel raggiungere il suo grande pallino: la modifica della Costituzione.

Anche se le Olimpiadi dovessero poi svolgersi regolarmente, il successo, a questo punto, sarebbe tutt'altro che scontato. A causa dell'epidemia, molti atleti hanno adesso difficoltà ad allenarsi e a prepararsi adeguatamente per questo importantissimo evento: molti arriverebbero in Giappone fuori forma e il risultato agonistico dei Giochi sarebbe scarso; inoltre, se, per luglio-agosto, l'epidemia non dovesse essere stata debellata completamente, cosa al momento molto difficile, chi avrebbe il coraggio di assistere ad eventi affollati e potenzialmente capaci di dare il via a una nuova ondata di contagi ? Anche dal punto di vista del numero degli spettatori, le Olimpiadi rischiano un grosso flop.

Molto meglio rimandare l'evento a tempi migliori.

Le Olimpiadi di Tokyo, nell'estate del 2021, dopo la fine di questa terribile epidemia, potrebbe essere una grande festa di sport e di amicizia tra i popoli dopo la sconfitta della grande paura. Dover posticipare i Giochi, per il Giappone, sarà sicuramente un duro colpo: economico e di immagine; ma un anno (si parla anche di due) di posticipo, potrebbe permettere al Giappone di prepararsi ancora meglio: il progresso sarà andato avanti di dodici mesi e magari avrà più tempo per sistemare alcuni problemi tuttora irrisolti come, ad esempio, Fukushima.

Durante questa epidemia, molti lavoratori e molte aziende giapponesi stanno scoprendo i vantaggi dello smartworking; la possibilità di lavorare da casa, se opportunamente sfruttata, potrebbe rivelarsi utilissima per evitare il prevedibilie caos nei trasporto quando, all'esercito di salarymen, si aggiungerà la marea di turisti in arrivo in occasione dei Giochi olimpici: 12 mesi per affinare questa arma potrebbero rivelarsi molto utili.

Insomma, il rinvio delle Olimpiadi potrebbe essere anche un vantaggio per il Giappone.

Aggiornamento: Anche Shinzo Abe sta, lentamente, prendendo in considerazione la possibilità di un rinvio dei Giochi

Autore: Cristiano Suriani. Gruppo Facebook TuttoGiappone E-mail: Cristiano Suriani <parsifal66@gmail.com>