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Lezione 4 - Introduzione grammatica giapponese

Le frasi giapponesi sono molto diverse da quelle di lingue come l’italiano o l’inglese. Per molte cose, le lingue europee sono molto simili. Il giapponese, invece, usa delle paroline chiamate particelle per
Ma non preoccupatevi! La gramamtica giapponese non e’ difficile come molta gente pensa ed e’, per molti versi, piu’ logica di molte altre lingue e ha molte posche eccezioni.
Inizieremo con la traduzione letterale di alcune frasi esempio, che vi sembreranno un po’ strane. Per evitare questo, incorporero’ concetti gia’ visti nelle traduzioni, cosi’ non saranno letterali al 100%. Sara’ sempre disponibile anche una traduzione naturale.

Struttura della frase giapponese
Ecco una tipica frase giapponese:
Kore wa mizu desu.-これはみずです。-これは水です。
Questa (particella di argomento) acqua e’.
Se avete visto Star Wars (e sono sicuro che lo avete fatto), ricordate come parlava Yoda. Se tradotto letteralmente, il giapponese suonerebbe abbastanza simile a come parlava lui, o a come parlano certi siciliani, con il verbo alla fine!

Il giapponese e’ anche una lingua vaga, o almeno puo’ dare questa impressione. I giapponesi tendono ad avere avversione verso l’abbondanza di informazioni, e se c’e’ la possibilita’ di eliminare qualcosa dalla frase (anche un soggetto o un complemento oggetto), probabilmente lo faranno. In effetti i pronomi giapponesi hanno radice in significati che non sono correlati a “io, tu, egli...”. Per esmpio, due parole che vengono usate per “io” (ne esistono molte) hanno il significato letterale di “personale” e “schiavo” (non stupitevi, anche il nostro “ciao” deriva da schiavo!). Il risultato e’ che spesso un giapponese evitera’ i pronomi ogni volta che e’ possibile, e in genere ci si riferisce ad altre persone con il nome (o cognome) anche quando si parla direttamente con questa persona. Ritornando all’abbondanza di informazioni, vi guidero’ passo passo in questo esempio:
Silvio: Mise e iku ka.-みせへいくか。-店へ行くか。
Yoshie: Hai, iku. -はい、いく。-はい、行く。
Silvio: Are you going to the store?
Yoshie: Yes, I am going there.
"mise e iku" singificano, letteralmente, "al negozio, andare"
mise – negozio / e – particella che significa “in direzione di”
iku(いく-行く) - andare
ka (か)– particella che indica una domanda
hai (はい)- si
Notate che non si indicano “tu, io o la’” perche’ non sono veramente necessari.

Particelle
NB: quelli qui indicati non sono assolutamente gli unici significati per queste particelle, ma il loro uso piu’ comune. Altri usi delle stesse verranno presi in considerazione ins eguito.
wa indica l’argomento della frase. Spesso e’ il soggetto della frase,ma non sempre. la cosa a cui assomiglia di piu’ in italiano e’ “per quanto riguarda...” o “a proposito di...”.
ga indica il soggetto di una frase e lo sottolinea, gli da importanza. E’ un po’ difficile all’inizio distinguere l’uso di wa e ga dato che entrambi possono definire il soggetto, ma a volte sono molto diversi e nel corso delle lezioni chieriremo queste differenze.
no significa che la parola che lo precede possiede la parola che segue. Il significato puo’ essere allargato al senso di collegare aggettivi ai sostantivi.
o indica il complemento oggetto di una frase. Ci dice cosa o chi subisce l’azione del verbo.
e indica la direzione o destinazione di un movimento.
ka trasforma una frase affermativa in una domanda.
Per riassumere, ci sono particelle che vi indicano cosa la parola che le precede fa all’interno della frase.
Nishioka san wa sensei desu.-にしおかさんはせんせいです。-西岡さんは先生です。
[Nishioka signora (a proposito di) insegnante e’ /A proposito della signora Nishioka, e’ un’insegnante.]
Nishoka e’ un’insegnante.
Dopo le parole Nishioka san, il "wa" ci dice che Nishioka e’ l’argomento della frase, cioe’ la frase parlera’ di lei.
Aggiungiamo qualcosa alla frase. Specifichiamo che tipo di insegnante e’ Nishioka:
Nishioka san wa anata no sensei desu.-にしおかさんはあなたのせんせいです。
-西岡さんはあなたの先生です。
[Per quanto riguarda la signora Nishioka, lei e’ tu (di) insegnante]
Nishioka e’ la tua insegnante.
Possiamo cambiarla in interrogativa aggiungendo il ka:
Nishioka san wa anata no sensei desu ka.-にしおかさんはあなたのせんせいですか。
-西岡さんはあなたの先生ですか。
La signora Nishioka e’ la tua insegnante?
Vi ho detto poco fa che i pronomi quasi non esistono e ne ho appena usato uno (anata). La verita’ e’ che, nella lingua formale, i pronomi sono considerati scortesi e vengono evitati, ma nella lingua informale si usano tutti i tipi di pronome e spesso addirittura si accumulano. Vi sara’ difficile credere quante parole esistono per “io” e “te”. Inoltre, per un neofita della lingua, e’ piu’ facile usare i pronomi che ometterli, chi vi ascolta capira’ che state facendo uno sforzo per cui non preoccupatevi se vi ritrovate ad usarne spesso. Un giorno comincerete a riconoscere quando usarli e quando no, per ora desu
Desu e’ la parola piu’ usata come verbo essere. In italiano il verbo va coniugato (sono, sei, e’, siamo, siete, sono), mentre in giapponese questo non si verifica. I verbi giapponesi non sono nemmeno distinti in coniugazione presente e futura, per cui il presente e’ spesso definito “non passato”. Fortunatamente per noi stranieri che annaspiamo nel “contesto”, hanno almeno una forma al passato:
Presente – desu-です
Passato - deshita (pronunciato DESH ta) -でした
NB:  desu non e’ in realta’ un verbo alla forma base. Questa e’ l’unica eccezione al metodo di questo corso di usare i verbi alla forma piana, perche’ anche nel discorso informale e’ meglio usare desu che la forma piana. Siccome incontrerete la forma piana da in vario materiale video e scritto (anime e manga!) la studieremo, ma usatela con cautela.
desu non viene coniugato come la maggior parte degli altri verbi, ma fortunatamente sono veramente pochi i verbi irregolari in giapponese, tra i 3 e i 20, a seconda di come li categorizzate. Le altre migliaia di verbi seguono uno schema rigido e logico, facile da ricordare!
English - Japanese
------------------
Io sono, tu sei, egli e’, noi siamo, voi siete, essi sono – desu
Io sono stato/ero/fui, tu sei stati/eri/fosti, egli e’ stato/era/fu, ecc. - deshita
Io saro’, tu sarai, egli sara’, ecc.- desu
Capito? Il verbo e’ esattamente lo stesso sia che si parli di egli, ella, o chiunque altro, e non cambia dal presente al futuro. Esistono solo passato e non passato., e questo e’ tutto (per il momento).
Impariamo un po’ di parole!
Imparerete molte parole nuove. Come in tutte le lingue, ci sono parole piu’ usate di altre, e cominceremo proprio da quelle. Inoltre, questo “dizionario” tende a concentrarsi sulle parole piu’ usate in anime e manga, per cui troverete parole come “uccidere” che magari non userete in conversazioni quotidiane, ma sentirete spesso alla TV!

Interrogativi:
doko – dove どこ
nani – cosa なに-何
dare – chi だれ-誰
ikutsu – quanti/e いくつ

Sostantivi:
ai – amore あい-愛
heya – stanza へや-部屋
hon – libro ほん-本
hito – persona ひと-人
inu – cane いぬ-犬
neko - gatto  ねこ-猫
kami – Dio かみ-神

Verbi:
aruku – camminare あるく-歩く
hanasu – parlare はなす-話す
hashiru – correre はしる-走る
korosu – uccidere ころす-殺す
miru – vedere, guardare みる-見る
taberu – mangiare たべる-食べる

Pronomi:
watashi – io  わたし-私
anata – tu あなた
kare – egli これ
kanojo – ella かのじょ-彼女
watashitachi – noi わたしたち-私達
anatatachi/anatagata – voi あなたたち/あなたがた-あなた達/あなた方
karetachi/karera – essi かれたち/かれら-彼達/彼ら
kanojotachi/kanojora – esse かのじょたち/かのじょら-彼女達/彼女ら

NB: come detto in precedenza, i pronomi giapponesi sono molto meno usati nella lingua formale; notate anche che il plurale e’ formato aggiungendo –tachi ma dove esistono altre forme (ad es. per voi ed essi), queste ultime sono piu’ comuni.

Aggettivi:

akai – rosso あかい-赤い
aoi – blu あおい-青い
kuroi – nero くろい-黒い
shiroi – bianco しろい-白い
osoi – lento おそい-遅い
hayai – veloce はやい-速い

Metodi efficaci per imparare nuove parole
Fare liste
Prendete un quaderno, e scrivete parole giapponesi su un lato e la traduzione italiana sull’altro. Scrivete 10 – 20 parole per pagina, e rivedete la lista il piu’ spesso possibile. piu’ spesso la riprendete in mano, e piu’ velocemente imparerete le parole.
Flashcards
Prendete dei foglietti piccoli e scrivete la parola giapponese su un lato e il significato in italiano sull’altro. - guardate la parola giapponese e cercate di indovinare il significato
- guardate la parola italiana e cercate di ricordare il suono in giapponese.
Questo e’ un metodo efficace per la maggior parte della gente, ma ci sono persone che imparano piu’ con gli occhi, altre con le orecchie. Cercate il vostro metodo.
Consigli per sfruttare al meglio il vostro studio!
(Validi sia per le flash cards che per i vostri quaderni – per questioni dis emplicita’ prendero’ i quaderni come esempio)
Non lasciate i quaderni stagnanti
Assicuratevi di aggiornare le liste spesso. Quando usate la stessa lista per piu’ di una settimana, vi stanchera’ e non la guarderete piu’.
Non comincerete ad usare subito le parole nella lista
I quaderni vi presentano le parole, diventano vostre conoscenti. Ma non diventerete loro amici finche’ fino a che non le userete quotidianamente e ricorderete senza esitazioni, cioe’ finche’ non le userete nelle frasi quando andate a lezione (e cosi’ stupirete i vostri compagni e l’insegnante!) e/o le sentirete in canzoni, cartoni animati, e video giochi. All’inizio sara’ difficile, ma poi ripassando le liste vecchie le parole diventeranno abitanti stabili nel vostro cervello.
Tenete le liste vecchie per ripassare
Dicono che dovete dimenticare un concetto sette volte prima che entri nella vostra memoria a lungo termine. Dalla mia esperienza, sembra vero. Molte parole compaiono in diverse pagine del mio quaderno prima che le possa riconoscere nella mia testa.
Non fate liste troppo lunghe
Siamo tutti diversi, ma sono sicuro che molta gente si spaventa se si sente troppo carica di lavoro. Se avete una lista con 25 parole, e solo due minuti a disposizione, potreste non guardarla spesso pensanso “ho bisogno di almeno 15 minuti per studiare questa con calma”. Questo significa due minuti di studio sprecati. Meglio spezzare la lista in 5 mini-liste da 5 parole. Sperimentate e trovate il numero di parole giusto per voi.
Molte parole hanno piu’ di una traduzione italiana – sceglietene uno!
Non scrivete troppi significati per una parola. Piu’ traduzioni scrivete, piu’ dovrete lavorare di memoria, e non e’ quello di cui abbiamo bisogno ora. Se ci sono troppi sinonimi, sceglietene uno solo.
Esempio:
No:
sugoi (すごい)– terribile, incredibile, stupendo, fico, sorprendente
OK:
sugoi(すごい) – incredibile, fico
Se ci sono piu’ significati associati ad una parola, potrete aggiungerli alla stessa lista piu’ tardi.
Chi va piano…
Se avete la scelta di studiare 10 minuti al giorno, o due ore al fine settimana, meglio 10 minuti al giorno.
Il vostro cervello lavora senza pausa, anche mentre dormite, per cui meglio sfruttarlo. Si dice che il cervello metta in ordine le informazioni durante il sonno, per cui e’ una buona idea dare un’occhiata alle parole prima di addormentarvi, per tre o quattro minuti.
Studiate al mattino
Il cervello e’ piu’ ricettivo al mattino presto. E’ provato da studi scentifici che i bambini a scuola imparano di piu’ nelle lezioni della prima ora. Se quando vi svegliate date un’occhiata al vostro quadernetto comincerete la giornata nel modo giusto! Un consiglio per le lezioni che fate a scuola: se oltre al gruppo fate anche lezioni individuali di ripasso, o per approfondire questo corso “parallelo”, fatelo di mattina!
Studiate spesso
Non dovete passarci sopra piu’ di qualche minuto, ma guardate la vostra lista una decina di volte al giorno. In pausa tra le lezioni dell’universita’ o del Mulino, in autobus, in bagno, ogni volta che potete! Mettete le liste vecchie SEPARATE da quelle nuove!!
Non sentitevi come se doveste studiare 10 o 20 pagine! Usate un quaderno ad anelli e portate in giro solo la lista del giorno, se andate in viaggio portate un umero di pagine commisurato al tempo che state via.
Ripassare e’ importante
Non preoccupatevi se non riuscite a ricordare meta’ delle parole dopo un paio di settimane. Potreste pensare “ma io le sapevo!!” ma purtroppo erano immagazzinate solo nella memoria a breve termine. Sara’ sempre piu’ facile re-impararle la seconda volta, e poi ancora la terza. Ad un certo punto il vostro cervello pensera’ “Ok ok, la metto nella memoria a lungo termine visto che sembra tanto importante per te!”.
Studiate con amici o compagni di corso quando possibile
Quando potete far pratica delle frasi con altri, le parole si cementano nel cervello. Per questo sono utili le lezioni in classe, ma trovatevi con i vostri compagni anche fuori del corso per ripassare!
NON cercate di imparare allo stesso tempo due parole che si assomigliano troppo!
E’ molto difficile imparare parole che si assomigliano troppo, le confonderete per mesi. Meglio prenderne una e lasciar perdere l’altra per almeno un paio di settimane. Tornate poi indietro e mettetele nella stessa lista, per esser sicuri di riconoscere la differenza.
Prendete le parole dalle fonti giuste
Buone fonti sono: questo corso, le vostre lezioni con insegnante, ma anche anime, canzoni, manga, videogiochi, istruzioni per i videogiochi, siti internet che mettono le parole in un contesto. Prendere parole da un dizionario non funziona perche’ non saranno collegate a concetti che ve le faranno ritrovare nella vostra memoria. Se ricordate dove avete sentito la parola e come l’avete studiate, la ricorderete di piu’. La fa diventare piu’ concreta, e memorizzarla sara’ piu’ veloce.
Scrivetevi la frase che contiente la parola, sotto di essa.
Questo non e’ fondamentale, ma vi aiutera’ a entrare nella struttura delle frasi, e imparerete le parole MOLTO piu’ facilmente.